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Provincia di Fermo |
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Stato: |
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Regione: |
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Capoluogo: |
Fermo |
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Superficie: |
859,51 km² |
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Abitanti: |
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Densità: |
205,34 ab./km² |
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Comuni: |
Elenco di 40 comuni |
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Targa: |
FM |
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CAP: |
63023, 6301x, 6302x |
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Pref. telefonico: |
0734, 0736 |
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Codice ISTAT: |
109 |
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Presidente: |
Fabrizio Cesetti (SL) 22.06.2009 |
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Note: |
{{{note}}} |
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La provincia di Fermo è una provincia delle Marche, di 176.488 abitanti,[1] istituita nel 2004 e attuata nel 2009. Si estende su una superficie di 859,51 km²[2] e comprende 40 comuni. Affacciata ad est sul mare Adriatico, confina a nord-ovest con la provincia di Macerata e a sud con la provincia di Ascoli Piceno.
La provincia è stata
istituita dalla Legge 11 giugno 2004 n. 147, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 138
del 15 giugno 2004. È divenuta operativa a tutti gli effetti con le prime
elezioni provinciali (6 e 7 giugno 2009), contestualmente alla nuova provincia di Ascoli Piceno
dal cui territorio originario è stata scorporata.
La sigla della
provincia (FM)
è appartenuta in passato alla provincia di Fiume.
La provincia di Fermo si sviluppa dalla costa adriatica, a est, alla catena
dei Sibillini, che la chiude a
ovest nei comuni di Amandola
e Montefortino. Il
territorio di Castelsantangelo
sul Nera (Macerata) e quello di Montemonaco (Ascoli
Piceno) la separano dal confine umbro. A
sud, la provincia è delimitata in massima parte dal fiume Aso; a nord, approssimativamente dall'alto corso del Tenna e, procedendo verso il mare, dall'Ete Morto e dall'ultimo
tratto del Chienti. Al centro corre
la valle del Tenna, percorsa dalla SP Faleriense.
La cima della Priora (


Il versante
orientale di alcune fra le cime più alte dell'Appennino umbro-marchigiano insiste in
territorio fermano. Da nord a sud si sviluppano il Monte Amandola (
La provincia di
Fermo ha origini remote. Esse risalgono alla fondazione della città, che fu una
delle antiche capitali picene. Già colonia
romana istituita per il controllo di Ascoli
e delle popolazioni locali, Fermo fu potentissima nel Medioevo,
quando i Longobardi
la posero a capo di un ducato, associato a quello di Spoleto
e in seguito trasformato dai Franchi nella vasta Marca fermana.
Successivamente
alla confluenza di quest'ultima nella Marca
d'Ancona Fermo rimase capitale di un piccolo stato (Comitato fermano) e,
essendosi costituita in libero comune nel 1199, ampliò
progressivamente il suo territorio fino a sconfinare nei domini ascolani (1348). Il Comitato di
Fermo riunì anche ottanta castelli nel periodo della sua massima espansione.
Nel 1589
la città conquistò la sede arcivescovile metropolitana.
Tra Settecento
e Ottocento
il territorio piceno alternò unificazioni e divisioni. Incluso in epoca napoleonica nel dipartimento del Tronto (sotto Fermo),
tornò a scindersi in due delegazioni dopo la Restaurazione.
Di nuovo unito da Leone XII (con due capoluoghi), si divise
ancora con il successore Gregorio XVI. L'Unità
d'Italia ne sancì l'ennesima fusione (sotto Ascoli), dando vita a
una vera e propria questione fermana durata dal 1860 agli anni 2000.
Nel 2004
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Stemma |
Comune |
Popolazione ab.[1] |
Superficie km² |
Densità ab./km² |
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Fermo |
37.955 |
124,17 |
305,67 |
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Porto Sant'Elpidio |
25.118 |
18,14 |
1.384,67 |
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Sant'Elpidio a Mare |
16.838 |
50,37 |
334,22 |
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Porto San Giorgio |
16.201 |
8,58 |
1.888,23 |
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Montegranaro |
13.358 |
31,25 |
427,46 |
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Monte Urano |
8.442 |
16,72 |
504,90 |
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Montegiorgio |
7.012 |
47,41 |
147,90 |
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Fermo |
Biblioteca Spezioli |
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Fermo |
Duomo di Fermo |
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Sant'Elpidio a Mare |
Abbazia di Santa Croce al Chienti |
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Fermo |
Cisterne romane |
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Palazzo dei Priori |
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Fermo |
Museo diocesano |
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Museo della pipa |
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Museo polare etnografico Silvio Zavatti |
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Musei scientifici di Villa Vitali |
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Pinacoteca civica |
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Monterubbiano |
Museo civico archeologico |
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Pinacoteca civica |
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Polo culturale San Francesco |
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Fermo |
Teatro dell'Aquila |
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Monterubbiano |
Teatro Vincenzo Pagani |
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La separazione
del Fermano dall'Ascolano ha incontrato in parte ragioni di ordine culturale: è
noto ad esempio che il fiume Aso, il cui medio corso
segna il confine meridionale della provincia, è anche un'importante linea di
demarcazione linguistica fra i dialetti
italiani mediani e meridionali.
Il capoluogo possiede peraltro un'area di influenza più o meno estesa e non
necessariamente coincidente con la provincia. Molti comuni anche ascolani e
maceratesi ricadono storicamente a vario titolo nell'orbita di Fermo, tenendo
presente comunque la concorrenza di poli d'attrazione moderni come Civitanova Marche e San Benedetto
del Tronto.
A titolo
esemplificativo si possono indicare alcuni ambiti territoriali che, anche dopo
la soppressione della provincia storica, hanno continuato a far capo alla
città. In particolare essa è sede di una vasta arcidiocesi metropolitana,[5]
e di un circondario di tribunale[6]
i cui confini coincidono con quelli della provincia storica (ne sono infatti
esclusi i comuni dello storico mandamento pretorile di Amandola e vi sono
invece inclusi quelli del mandamento di Ripatransone; oltre a questi ne fa parte Montefiore dell'Aso,
che pur essendo nel mandamento di Monterubbiano non è entrato nella provincia
di Fermo).
Marche · Comuni della provincia di Fermo
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Altidona · Amandola · Belmonte Piceno · Campofilone
· Falerone · Fermo · Francavilla d'Ete · Grottazzolina · Lapedona · Magliano
di Tenna · Massa Fermana · Monsampietro Morico · Montappone · Montefalcone
Appennino · Montefortino · Monte Giberto · Montegiorgio · Montegranaro · Monteleone
di Fermo · Montelparo · Monte Rinaldo · Monterubbiano · Monte San Pietrangeli
· Monte Urano · Monte Vidon Combatte · Monte Vidon Corrado · Montottone · Moresco
· Ortezzano · Pedaso · Petritoli · Ponzano di Fermo · Porto San Giorgio · Porto
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