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Ascoli Piceno

Panorama di Ascoli Piceno

Ascoli Piceno - Bandiera

 

 

Ascoli Piceno - Stemma

 

 

 

 

Stato:

bandiera Italia

Regione:

Coat of arms of Marche.svgMarche

Provincia:

stemmaAscoli Piceno

Coordinate:

42°51′17″N 13°34′31″E / 42.85472, 13.57528Coordinate: 42°51′17″N 13°34′31″E / 42.85472, 13.57528

Altitudine:

154 m s.l.m.

Superficie:

160,51 km²

Abitanti:

51.378

31-05-2009 

Densità:

320,09 ab./km²

Frazioni:

Bivio Giustimana, Campolungo, Caprignano, Carpineto, Casa circondariale, Casalena, Casamurana, Case di Coccia, Case Schiavi, Castel Trosino, Cervara, Colle, Colle san Marco, Colloto, Colonna, Colonnata, Coperso, Faiano,fonte di campo, Funti, Giustimana, Il Palazzo, Lago, Lisciano, Lisciano di Colloto, Marino del Tronto, Montadamo, Monte di Rosara, Morignano, Mozzano, Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro, Poggio di Bretta, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano, Rosara, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia, Taverna di mezzo, Trivigliano-villa Pagani, Tozzano, Tronzano, Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena piccola, Venagrande, Villa Sant'Antonio 

Comuni contigui:

Acquasanta Terme, Ancarano (TE), Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Civitella del Tronto (TE), Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Roccafluvione, Rotella, Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Valle Castellana (TE), Venarotta,

CAP:

63100

Pref. telefonico:

0736

Class. sismica:

zona 2 (sismicità medio-alta)

Nome abitanti:

ascolani 

Santo patrono:

Sant'Emidio 

Giorno festivo:

5 agosto 

Comune

Posizione del comune nell'Italia

 

« Una passeggiata per le strade della città vecchia ascolana è come lo sfogliare a caso un volume di storia dell'arte e avere la fortuna di incontrare le illustrazioni più rappresentative e espressive dei vari periodi dell'arte italiana »

 

Ascoli Piceno (Asculum in latino ed Ascule in dialetto ascolano) è una città delle Marche con 51.378 abitant, quarta nella regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro e Fano; capoluogo dell'omonima provincia e sede vescovile.

Geografia fisica

Mappa del territorio ascolano

La città si trova nella parte meridionale delle Marche e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, circondato per tre lati da colline, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione, il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest.

Ascoli Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella) compresa tra il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e un'exclave di quest'ultimo (Forcella).

 

Fiumi e torrenti

Monti

Clima

Il clima della città di Ascoli è di tipo subappenninico, trovandosi a ridosso di importanti catene montuose. Gli inverni sono umidi e freschi, e quando le correnti balcaniche giungono fin sul medio Adriatico, in città si assiste a precipitazioni nevose ed un forte abbassamento della temperatura. Sono frequenti gelate notturne e anche il fenomeno della nebbia non è raro, soprattutto lungo la Vallata del Tronto. Le estati risultano calde e con precipitazioni poco frequenti per lo più dovute ad improvvisi e a volte violenti temporali pomeridiani. Nella conca ascolana nei giorni più caldi si possono raggiungere temperature di 37°- 38°. La temperatura media del mese di gennaio si attesta sui 5°- 6° mentre quella di luglio sui 24°- 25°.

Storia

Piazza Arringo                                  Le origini della città sono avvolte nel mistero ma è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già nell'epoca neo-eneolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.

Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell'80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l'appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell'impero romano.

Nell'alto medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).

Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593-789), finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.

Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.

Nel 1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva e più tardi Ladislao I - re di Napoli, Conte Carrara, che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.

Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.

Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).

Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009.

Simboli

Stemma ascolano del 1382, il più antico di data certa

 

Il simbolo che compare sullo stemma comunale della città di Ascoli si compone di porta a due fornici sovrastata dalla galleria merlata tra due torri.

Gli autori locali si sono diversamente espressi sul significato della rappresentazione contenuta nel campo dello scudo. Alcuni hanno considerato l'accostamento di questi elementi architettonici riferibile ad una delle porte cittadine che si apriva nelle mura di cinta urbane medievali, altri hanno scritto che la composizione raffigurerebbe l'antico cassero che sorgeva dove oggi sono presenti i resti della Fortezza Pia, altri ancora hanno sostenuto che la struttura costituirebbe la sintesi della simbologia delle costruzioni più caratteristiche della città, quindi ponti, torri gentilizie e campanili.

Toponimo

Nel corso del tempo la città fu identificata con il nome greco-romano di Asculon ed Asclos, Strabone la chiamò Asclon; la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo Piceno; Paolo Diacono solo Asculus [2]. Ad Ascoli il termine Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la chiamò Asculum Picenum. [3]

Ascoli

Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati alla sua etimologia, Umberto Laffi definisce il toponimo di origine illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la forma di Asclum o Asculum.

Dalle fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis, riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as" dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio dando inizio ad un primo insediamento urbano.

La leggenda e le affermazioni di Silio Italico non trovano, al momento, conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as", tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico.

Esiste anche un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede, federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche.

Piceno

L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione italica ricordata da Strabone, Plinio [4], Festo [5] e Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum [6], all'appellativo Picenum, termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo, tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano del Lazio[7].

Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta della specificazione "Piceno" è avvenuta ufficialmente per effetto del Regio decreto 9 novembre 1862 n. 978[8][9] che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio 1862.

Monumenti e luoghi di interesse

Palazzo dei Capitani del Popolo

« Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva... bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l'incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette... Ascoli è città di torri... Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco... con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco... tutto ornato, lavorato, istoriato... e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite. »

 

« Non c'è altro posto in tutta Italia dove sia possibile percepire la piazza come luogo sociale e, nello stesso tempo, architettonico come la Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. Questa è - come si dice - il cuore della città... Se è bella stagione, approfittate dei bar con i tavolini all'aperto per godervi il vento fresco del tramonto, quando la piazza finisce in ombra, ma la luce ancora illumina i palazzetti rinascimentali, con il tipico portico sottostante, anzi li fa risaltare come in pieno giorno non avviene mai. Quando fa freddo, dalle finestre del bar per cogliere l'insieme rettangolare della piazza, la gente che si affretta e una parte dell'orizzonte naturale al di là della collina su cui è stata innalzata Ascoli. Godetevi le piazze di Ascoli, sono l'essenza della città di provincia, ma anche qualcosa di più, sono il nostro substrato ancestrale di convivenza civile, elemento fisico e culturale del paesaggio urbano, spazio e tempo insieme, cardini della relatività generale dell'Italia. »

Ascoli Piceno è una delle città monumentali d'Italia: il suo centro storico è interamente costruito in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta dalle cave del territorio, ed ha come fulcro la rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.

Altro fulcro cittadino è lo spazio urbano di piazza Arringo, la piazza più antica di Ascoli, dove si elevano il medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di alcuni uffici comunali.

Non solo le piazze, ma anche le strade ed i vicoli di impronta schiettamente medievale contribuiscono a caratterizzare il centro storico come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio, antico cardo e corso Mazzini, decumanus maximus, che attraversa da ovest ad est il centro urbano.

Tra i monumenti sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno, le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano, la Fortezza Pia ed il Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani, una delle poche torri superstiti tra le decine che compaiono nelle cronache medioevali, in ricordo delle quali Ascoli ha il soprannome di Città delle cento torri.

Meritevoli di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono quali: Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso ed inoltre la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio dalla caratteristica facciata suddivisa in riquadri.

Nelle vicinanze della città si trova la rocca di Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano, in cui alla fine del XIX secolo fu rinvenuta uno delle più ricche necropoli d'Italia, i cui preziosi reperti sono ora sparsi in diversi musei in tutto il mondo.

Percorrendo da Ascoli la Salaria in direzione Roma, s'incontra il monumentale albero del Piccioni menzionato per la prima volta in un documento del 1109 e legato, tra storia e leggenda, alla vita cittadina e alle vicissitudini del brigantaggio antiunitario.

Cattedrale di Sant'Emidio                      "Il Battesimo di Polisia" di Lazzaro              Il Battistero di San Giovanni

                                                                    Giosafatti, Cripta del Duomo                                                                                                 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Affresco della deposizione                      Chiostro interno del Palazzo                        Forte Malatesta ed il Ponte

  nella Chiesa di San Vittore                      dei capitani del Popolo                                di Cecco

 

                                        

 

 

 

 

 

 

 

Edicola di Lazzaro Morelli                            Fonte di Sant'Emidio                                 Teatro romano

 

 

 

 

 

 

 

 

Porta Tufilla

 

                                                  

                                                   

 

 

 

 

 

                 Caffè Meletti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Architetture religiose

Chiese

Architetture civili

Teatri

  • Teatro Ventidio Basso - Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico.
  • Teatro Filarmonici – Inaugurato nel 1832, fu realizzato con i fondi reperiti dalla Società Filodrammatica che si costituì nel 1827. Ha una capienza di circa 400 posti distribuiti tra la platea, i due ordini di palchi ed il loggione.
  • Auditorium San Francesco di Paola – L'auditorium è costituito dall'unione di due edifici religiosi: la chiesa di San Francesco di Paola, del 1848, e quella di San Giovanni ad templum, del XII-XIII secolo. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, dopo aver acquistato le due fabbriche, le ha restaurate destinando gli spazi ottenuti ad accogliere convegni e concerti di musica.

Fontane

  • Fonte di Sant'Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di sant'Emidio che non avendo a disposizione l'acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.

Ponti

  • Ponte Romano di Solestà - Costruito durante l'età augustea è noto come uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. Visitabile all'interno attraverso un corridoio d'ispezione.
  • Ponte di Cecco - Ponte di epoca romana, dell' età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d'Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte.
  • Ponte Maggiore - Le sue arcate attraversano il torrente Castellano collegando il centro storico al quartiere di porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell'anno 1946, l'ingegnere Giuseppe Viccei.
  • Ponte Tufillo - Si trova nelle vicinanze di porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico, nell'anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.
  • Ponte Nuovo - Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d'acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.

Piazze

  • Piazza del Popolo - Di stile rinascimentale è considerata una delle più note piazze d'Italia. Si apre all’incrocio del cardo e del decumano dell'impianto stradale cittadino. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche della chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti con portici e logge.
  • Piazza Arringo – Questa è la piazza monumentale più antica della città, si ritiene che fosse la sede dell'antico forum e si apre sull'antico percorso della consolare Salaria che attraversava Ascoli. Fu centro propulsore di importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicarono san Francesco d'Assisi, nel 1215, e san Giacomo della Marca, nel 1446. Nell’anno 1335 vi furono redatti gli Statuti del Popolo che sostituirono gli Statuti del Comune.
  • Piazza Ventidio Basso - Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall'epoca romana e fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del torneo cavalleresco della Quintana.

Strade

  • Via delle Stelle – Questa strada è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di porta Romana e giunge fino al ponte Romano di Solestà equivale ad un'immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell'Età Comunale.

Aree naturali

Parco dell'Annunziata

Il parco estende la sua superficie nella zona più alta della città, sull'antico colle Pelasgico, ed è considerato il polmone verde di Ascoli. Il luogo, panoramico e strategico, ha storicamente accolto opere difensive fortificate. Qui si elevava l'antico cassero, distrutto in epoca piceno-sabina da Gneo Pompeo Strabone e ricostruito in epoca romana, ora accoglie i resti della Fortezza Pia e delle sostruzioni romane delle grotte dell'Annunziata.

Ebbe come prima intitolazione Parco della Rimembranza, denominazione scelta per ricordare i 379 caduti ascolani del primo conflitto mondiale, in memoria dei quali gli alunni delle scuole elementari piantarono altrettanti alberi, ad ognuno dei quali fu apposto il nome di un caduto. Fu inaugurato il 5 luglio 1925, in occasione della commemorazione del decimo anniversario dell'entrata in guerra, alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia.

L'area su cui si estende il parco era, fino ad allora, una zona con scarsa presenza di vegetazione, l'amministrazione comunale ascolana, stanziando la somma di 40.000 lire, ne affidò l'incarico di sistemazione all'ingegnere Paoletti che ne curò la progettazione realizzando la strada d'accesso, che si apre da via Pretoriana e, subito dopo, l'opera di piantumazione di circa 4000 essenze arboree tra alberi ed arbusti. [12]

Nell'anno 1927 fu costruita la scalinata dell'Annunziata che da via Dino Angelini arriva al parco. In tempi successivi fu realizzata la strada che conduce fino alla Fortezza Pia ed ebbe luogo la sistemazione del piazzale.

Giardino Botanico, Istituto Tecnico Agrario Statale Celso Ulpiani

Il giardino, inaugurato nell'anno 1988, si trova nell'area dell'Istituto Tecnico Agrario Statale omonimo. Nato con scopi prevalentemente didattici ospita innumerevoli varietà di piante tra cui olivi di rara varietà.

Tradizioni e folclore

  • Carnevale di Ascoli - originale ed interessante per il suo carattere goliardico e popolare che coinvolge la partecipazione dei cittadini, mascherati sia in gruppi che in carri la domenica ed il martedì grasso.

Cultura

Università

La città di Ascoli Piceno è sede amministrativa e didattica della facoltà di Architettura dell'UNICAM. La facoltà ascolana ha attivato le lauree triennali in Scienze dell'Architettura, Disegno Industriale e Ambientale, Pianificazione dell'ambiente e del territorio. Sono anche attive le lauree magistrali in Architettura e in Disegno Industriale. La Facoltà di Scienze e Tecnologie di Camerino ha invece attivato ad Ascoli i corsi di laurea triennale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (classe 41) ed in Informatica (classe 26). I corsi hanno sede ad Ascoli e le lezioni quindi si svolgono con la presenza dei docenti. L'Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Medicina e Chirurgia, ha attivato presso l'Ospedale Provinciale "Mazzoni" di Ascoli il corso di laurea triennale in Scienze Infermieristiche. Infine, l'Istituto superiore di scienze religiose "Mater Gratiae", collegato alla Pontificia Università Lateranense, ha attivato il corso di laurea in Scienze Religiose.

Cucina

Il piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all'ascolana ed il Fritto all'ascolana ed entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il "fritto all'ascolana" è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini).

Un'altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l'oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco cellarius che, nel XVI secolo, si occupava della conservazione dei cibi nel convento dei Benedettini Olivetani della chiesa di Sant'Angelo Magno. La varietà dell'oliva ascolana del Piceno era già conosciuta e ricordata da Plinio e Marziale, fu apprezzata anche da Sisto V, dai compositori Gioacchino Rossini e Giacomo Puccini. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno (humus). Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da un mesocarpo polposo e tenero.

Tutta la zona dell'ascolano è nota per la produzione di vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura.

Eventi

Torneo cavalleresco della Quintana e Festa patronale

La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili ed i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono sant'Emidio che si celebra il 5 agosto che ha il suo culmine dopo la mezzanotte con i fuochi d'artificio. La prima domenica di agosto si tiene la solenne sfilata storica della Quintana cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume e le autorità cittadine, Sindaco compreso nel ruolo di Magnifico Messere. Al termine della sfilata si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si rinnova dal 1955 senza interruzioni. Da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge la sera del secondo sabato di luglio.

Fritto misto all'italiana

Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge una importante manifestazione gastronomica con la presenza di stands provenienti dalle regioni d'Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all'ascolana.

Notte di San Lorenzo

Il 10 agosto di ogni anno ha luogo la Notte di San Lorenzo. In ogni angolo del centro storico della città vi sono concerti, mostre, spettacoli teatrali, stands enogastronomici che durano fino all'alba del giorno dopo.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

La suddivisione storica di Ascoli Piceno è ripotata nel testo degli Statuti Comunali del 1377. Al tempo la città era divisa in 4 quartieri che corrispondevano all'antico insediamento urbano:

  • Sant'Emidio,
  • Santa Maria Intervineas,
  • San Venanzo,
  • San Giacomo.

Ogni quartiere era a sua volta ripartito in 6 sestieri. Successivamente, una delibera consiliare del 14 settembre 1881 cambiò la denominazione precedentemente adottata e la trasformò nella seguente nomenclatura corrispondente:

  • Vittorio Emanuele,
  • Garibaldi,
  • Cecco D'Ascoli,
  • Ventidio Basso.

Avanti nel tempo i quartieri di Cecco d'Ascoli e Ventidio Basso furono rinominati rispettivamente Giuseppe Mazzini e Camillo Benso conte di Cavour.

Nell'anno 1969, a causa dell'espansione urbana, si rese necessario un esame di revisione della toponomastica cittadina. Per tale studio fu incaricata una commissione che ritenne di adottare nuovamente le precedenti denominazioni. Il consiglio comunale ascolano la approvò il giorno 16 giugno 1970, e da allora i 4 quartieri del centro storico riassunsero l'antico nome. Intorno ai 4 quartieri centrali vi sono 8 rioni:

  • Borgo Solestà,
  • Campo Parignano,
  • Borgo Chiaro,
  • Castagneti,
  • Santi Filippo e Giacomo,
  • Porta Maggiore
  • Borgo Cartaro,
  • Porta Romana.

Economia

Di recente industrializzazione, arricchitasi anche grazie alle sovvenzioni statali provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno, Ascoli Piceno vanta una discreta zona industriale con la presenza di alcune importanti aziende italiane e multinazionali con stabilimenti produttivi attivi nella gomma, carta, prodotti farmaceutici, ma la maggior parte dell'economia ruota intorno a piccole e medie aziende a conduzione familiare e sulla fornitura di servizi professionali per i piccoli centri della Valle del Tronto e delle montagne circostanti.

Infrastrutture e trasporti

Strade

La città di Ascoli Piceno è collegata per via stradale con Roma attraverso la strada statale 4 via Salaria e con San Benedetto del Tronto mediante il raccordo autostradale RA11 che consente il raggiungimento dell'Autostrada A14.

Ferrovia

Il collegamento ferroviario è garantito dalla tratta San Benedetto del Tronto – Ascoli Piceno.

La città è sede dell'Ascoli Calcio 1898, di cui ospita le gare interne presso lo stadio Cino e Lillo Del Duca. Prima società sportiva delle Marche, fondata nel 1898 con il nome di Società Sportiva Vigor, presente dalla stagione 1972-73 nelle massime categorie del calcio professionistico (Serie A e B). L'Ascoli, nel corso della sua storia più che centenaria, ha conseguito 2 promozioni dalla serie C alla Serie B e ben 5 dalla Serie B alla Serie A, conquistando anche una Mitropa Cup nel 1987 e una Supercoppa di Lega di serie C nel 2002. Fiore all'occhiello della storia sportiva della società restano comunque le numerose stagioni disputate nelle massime categorie del calcio nazionale: ben 16 in serie A (migliore piazzamento il 5° posto ottenuto nel 1979/80) e 14 in Serie B, tutte nel periodo compreso tra il 1972/73 e il 2008/09.

Stadio Cino e Lillo Del Duca.

  • Stadio Cino e Lillo Del Duca - Stadio comunale che ospita le partite giocate in casa dall'Ascoli Calcio.
  • Stadio Squarcia - Si trova tra ponte di Cecco e la chiesa di San Vittore. Prima della costruzione dello stadio Del Duca ospitava le partite dell'Ascoli Calcio. Ogni anno, al suo interno, viene allestito il campo dei giochi per la competizione dei cavalieri giostranti della Quintana. 

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