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Ancona |
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Stato: |
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Regione: |
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Provincia: |
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Coordinate: |
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Altitudine: |
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Superficie: |
123,23 km² |
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Abitanti: |
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Densità: |
828,35 ab./km² |
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Frazioni: |
Angeli di Varano, Aspio, Baraccola, Candia, Casine di Paterno, Gallignano, Ghettarello, Madonna delle Grazie, Massignano, Montacuto, Montesicuro, Paterno, Poggio di Ancona, Pontelungo, Sappanico, Taglio Barcaglione, Varano, Palombina Nuova, Collemarino, Torrette. |
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Comuni contigui: |
Agugliano, Camerano, Camerata Picena, Falconara Marittima, Offagna, Osimo, Polverigi, Sirolo |
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CAP: |
60100, 60121-60129, 60131 |
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Pref. telefonico: |
071 |
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Class. sismica: |
zona 2 (sismicità medio-alta) |
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Class. climatica: |
zona D, 1688 GG |
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Nome abitanti: |
anconetani, anconitani |
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Santo patrono: |
San Ciriaco di Gerusalemme |
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Vista del porto di Ancona
Ancona ([an-có-na] aŋˈkona), è una città di
102.461 abitanti dell'Italia centrale, posta sul Mare Adriatico. È uno dei
principali porti d'Italia ed è capoluogo dell'omonima provincia e della regione
Marche. Città d'arte con un centro storico ricco di monumenti e con una storia
millenaria, è primario fulcro economico e portuale della regione, oltre che suo
principale centro urbano per dimensioni e popolazione. Considerando anche i
comuni limitrofi, la popolazione della conurbazione di Ancona sfiora i 200.000
abitanti.
Protesa verso il
mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge
il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. I Greci di Siracusa, che
fondarono la città nel
Ancona è
caratterizzata dalla posizione a picco sul mare, dal centro ricco di storia e
di monumenti, dai parchi semi-urbani ben conservati e dai pittoreschi dintorni
della costa alta del Conero. I rioni storici, arrampicati su varie colline, si
affacciano sull'arco del porto come intorno al palcoscenico di un teatro. Dal
suo porto partono ogni anno circa un milione di viaggiatori diretti soprattutto
in Grecia e Croazia, ma anche in Albania, Turchia e Montenegro; è infatti il
primo porto adriatico per numero di imbarchi, e uno dei primi per le merci e
per la pesca.
La città di
Ancona sorge nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato
dalle pendici settentrionali di monte Conero o monte d'Ancona (
Ad Ancona si vede
sorgere il sole dal mare, come in tutta la costa adriatica, ma è l'unica città
in cui si può vedere sul mare anche il tramonto, visto che, grazie alla forma a
'gomito' della sua costa, è bagnata dal mare sia ad est che ad ovest.
La città possiede
varie spiagge; la più centrale è quella del Passetto, tipica spiaggia di
costa alta, ricca di scogli, tra i quali
Tramonto sul mare
visto dal colle Guasco
La
fascia di colline più settentrionale, affacciata direttamente sul mare,
comprende il Colle Guasco sul quale svetta il Duomo, il Colle dei Cappuccini
con il Faro, Monte Cardeto con le sue fortificazioni immerse nel verde del
parco omonimo. Più a Sud si trova la vallata un tempo detta Piana degli Orti,
oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. A Sud di
questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, sul
quale sorge
Clima
La città di
Ancona presenta caratteristiche di transizione tra il clima subcontinentale
dell'alto versante Adriatico e il clima mediterraneo. Classificazione climatica: zona D, 1688
GR/G. La commistione di elementi climatici decisamente continentali ed altri
tipicamente mediterranei si riflette pure nella vegetazione della zona.
L'inverno, in
genere mitigato dall presenza del mare, presenta a volte giornate con
temperatura rigide durante le irruzioni di aria fredda per venti di bora che
possono portare eccezionalmente la neve anche sulla costa e durante gli episodi
di nebbia da inversione termica, quando le temperature si mantengono costanti
per l'intera giornata su valori di poco superiori allo zero. Tra le temperature
più basse registrate all'aeroporto di Ancona-Falconara vanno ricordati i
L'estate può
essere afosa, ma con temperature massime raramente superiori ai
Le precipitazioni
sono moderate (
Storia
L'attuale zona
centrale di Ancona ospitava alcuni insediamenti già nell'età del bronzo.
Nell'età del ferro fu un villaggio piceno. Nel 387 a.C.
un gruppo di Greci siracusani,
esuli dalla tirannide di Dionisio e attratti dal grande porto naturale, fondò
la città sulle pendici del colle ora chiamato Guasco: un lembo di Magna Grecia
in mezzo alla civiltà dei Piceni, che eresse su quel colle un grande tempio
dedicato a Venere. Il tempio destò l'ammirazione dei Romani come si deduce
leggendo Catullo e Giovenale. Con l'avvento del Cristianesimo sulle rovine di
quel tempio sorse l'attuale cattedrale dedicata a san Ciriaco (lo scopritore
della Vera Croce).
All'arrivo dei
Romani nelle Marche le popolazioni locali cercarono inizialmente una convivenza
pacifica e Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e
quella romana, anche dal punto di vista linguistico. Dal
Alla caduta
dell'Impero Romano d'Occidente (476) Ancona, dopo il dominio di Odoacre
(476-493) e degli
Ostrogoti (493-553), fu tra i possessi
dell'Impero Romano d'Oriente e fece parte della
Pentapoli marittima assieme alle città di Senigallia,
Fano, Pesaro e Rimini. Dopo un
breve periodo sotto il dominio longobardo (751-754), nel 774 la città passò allo Stato della Chiesa.
Con l'istituzione
del Sacro Romano Impero la città fu posta a capo
della Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le
marche di Camerino
e di Fermo,
comprese quasi tutta l'odierna regione Marche.
Alla fine del XII secolo
Ancona è un libero comune ed una repubblica marinara. Si scontrò così sia
con il Sacro Romano Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo
effettivo potere, sia con Venezia, che non accettava nell'Adriatico un'altra città
marinara.
Ancona, comunque,
riuscì a respingere nel 1137
l'imperatore Lotario II, nel 1167 l'imperatore Federico Barbarossa e nel 1173,(quando Ancona aveva
nel frattempo giurato fedentà all'Imperatore bizantino Manuele Comneno) il
luogotenente inviato dallo stesso Barbarossa,l'arcivescovo Cristiano di Magonza
noto come uomo crudele, dedito alla rapina e alla lussuria. Questi, con il
fattivo contributo della flotta Veneziana (repubblica marinara antagonista
della repubblica anconetana nell'Adriatico)assediò per sei lunghi mesi la città
con forze preponderanti. Di questo assedio Ancona ricorda l'eroico gesto di una
donna, la vedova Stamira che dando fuoco ad una botte carica di materiale
incendiabile, riuscì a distruggere gran parte delle navi nemiche veneziane
ormeggiate nel porto, riuscendo così a creare un varco per i rifornimenti alla
popolazione stremata dalla fame. Stamira è pertanto considerata una delle
maggiori figure storiche della città che le ha dedicato quadri, statue, e
intestazioni a istituzioni, vie e piazze del tessuto cittadino. La città, in
seguito, con l'aiuto della contessa di Bertinoro Aldruda dei Frangipani e del
duca di Ferrara Guglielmo dei Marcheselli, riuscì a rompere l'assedio e a
cacciare, gli eserciti veneziano e di Cristiano di Magonza, riconfermando la
sua fedeltà all'Imperatore di Bisanzio. Questo ricompensò la città con ingenti
somme di denaro e le donò in segno di riconoscenza una bandiera rossa con una
croce d'oro. A tutt'oggi, il ricordo di tale avvenimenti è costituito dall'emblema
del Comune: un vessillo rosso con una croce giallo-oro.
Festa del mare del 3
settembre 2006
Tra
gli appuntamenti tradizionali più importanti si segnalano le seguenti.
Il Carnevale
è festeggiato con sfilate di maschere nelle vie del centro ed è stato
recentemente denominato "Carnevalò". Maschera tradizionale, scelta
nel 1999 con votazione popolare, è Mosciolino, ideata dal grafico Andrea
Goroni. Prende nome dalla conchiglia più amata dagli anconitani: il mosciolo (mitilo).
Mosciolino ha l'aria di un ragazzino scanzonato, caratterizzato da orecchie a
sventola, un po' a punta come quelle di un folletto, da uno sguardo birichino e
dal naso a sgnaffarì (cioè "a patatina", un po' schiacciato e
all'insù). Porta maglia e calzamaglia di color giallo ocra scolorito dal sole.
Sopra la maglia ha una casacca senza maniche, azzurra e due bande ondulate
bianche e bordate di giallo oro. Questa casacca nei dieci anni di esistenza
della maschera si è leggermente modificata: ora è decorata da alghe verdi,
pezzi di rete da pesca e sul margine inferiore, da mezzi gusci di mosciolo
(mitilo). Alghe si trovano anche tra i capelli. Sulla testa porta un cappuccio
lungo, azzurro, con una banda simile a quella della casacca. sulla punta di
questo cappuccio è attaccato un mosciolo intero opure la figura di un
pesciolino. Le scarpe sono con risvolto e appuntite. La storia di questa
maschera è narrata nel paragrafo "Miti e leggende".
La fiera di San Ciriaco, che si tiene in città fin dal
XIV secolo,
si tiene dal 1 al 4 maggio
in onore del Santo Patrono, vede i fedeli salire al Duomo
per onorare il corpo del Martire e, da un punto di vista più profano, centinaia
di bancarelle invadere le strade del centro.
Ogni settembre si
svolge nella frazione di Varano il Festival del dialetto, giunto nel 2008 alla
34a edizione.
Una antica
tradizione (almeno vecchia di due secoli) vuole che in primavera gruppi di
giovani partano quando ancora è notte per salire al Monte
d'Ancona (il Conero) a vedere l'alba sul mare, con la vista che
spesso si allarga ai monti della opposta sponda dalmata. Dal dopoguerra ad oggi
l'uso è cambiato, ma ancora centinaia di persone si recano al Monte in
primavera o in estate, ma in macchina e non solo all'alba.
Il duomo di San
Ciriaco Faro vecchio Piazza
del Plebiscito



I più importanti
edifici religiosi della città sono:
Aree naturali
Sirolo vista verso sud
Parte
del territorio di Ancona rientra all'interno del Parco regionale del Conero,
caratterizzato da ampi boschi sempreverdi di macchia mediterranea, da scogliere
a picco sul mare, da spiagge raggiungibili solo a nuoto, da una campagna di
alto valore paesaggistico e ricca di prodotti tipici, come la lavanda, il
miele, l'olio, i legumi.
Se da una parte
il parco ha senz'altro fornito uno strumento di tutela della zona, d'altro
canto ha provocato una valorizzazione economica di tutte le case coloniche, che
si stanno trasformando in ville suburbane, con inevitabili conseguenze negative
sulla fruibilità pubblica delle aree naturali e sulla stessa permanenza dei
valori naturalistici. Sono ormai tipici i casi di chiusura di sentieri o della
loro trasformazione in strade carrabili (anche sugli itinerari ufficiali del
Parco), di distruzione della vegetazione per realizzare giardini privati, di
istallazione di recinzioni che di fatto rendono inaccessibili aree verdi che da
sempre erano di libero accesso, e ciò vale anche per zone di gran valore
panoramico e naturalistico come quelle situate sul ciglio della falesia.
Si deve purtroppo
registrare una nota dolente per ciò che riguarda la fruizione del parco: la
decisione dell'amministrazione comunale e della Capitaneria di Porto di
chiudere, per motivi di sicurezza, tutti i sentieri che conducono al mare,
compreso quello delle Due Sorelle. Di fatto oggi, quindi molte delle zone del
Parco più caratteristiche ed importanti dal punto di vista naturalistico e
paesaggistico sono precluse alla visita di turisti ed abitanti. La
preoccupazione per la sicurezza sembra eccessiva alle associazioni
naturalistiche, che ricordano che, seguendolo stesso criterio, si dovrebbero
chiudere al pubblico tutte le coste alte e le zone montuose d'Italia, soggette
agli stessi tipi di rischio. È a rischio lo stesso rapporto con il mare, che è
una delle caratteristiche più importanti del Parco del Conero.
Da anni è in
discussione al Ministero dell'Ambiente l'ipotesi di istituire un parco marino
nel mare che bagna il Parco del Conero, motivata dalla presenza di fondali di
grande ricchezza naturalistica: madrepore, gorgonie non sono certo comuni in
Adriatico. In una costa così frequentata e nella quale il rapporto con il mare
è intenso ed antico, si dovrà tutelare la zona senza impedire gli usi
tradizionali e innocui per la natura, come la balneazione, la nautica a vela o
a remi e la piccola pesca amatoriale.
Il dialetto
cittadino, che alcuni considerano un vernacolo vista la limitata zona di suo
utilizzo (circoscritta praticamente alla sola città) viene quasi unanimemente
considerato il dialetto più settentrionale del gruppo umbro-laziale-marchigiano
(secondo la linea Roma-Perugia-Ancona),
poiché già a Senigallia, che dal capoluogo dista solo
Ospedale regionale di Torrette
La
sanità ad Ancona è gestita principalmente dall'"Azienda Ospedaliero
Universitaria - Ospedali Riuniti", che si trova accanto alla facoltà di
medicina dell'Università Politecnica delle Marche
con cui è presente una forte collaborazione, ma sono inoltre presenti anche
strutture autonome ed alcune cliniche private.
I dipartimenti
sanitari si sviluppano principalmente attorno al polo regionale di Torrette, a
cui, tra il 2002 ed il 2004, sono stati accorpati anche l'ospedale "Umberto
I" ed il cardiologico "G. M. Lancisi". Sono presenti altri due
presidi ospedalieri specialistici, uno in pediatria
"G. Salesi" che si trova nel centro della città, l'altro in geriatria
"U. Sestilli" sede locale dell'INRCA. È presente anche la
casa di cura privata "Villa Igea", nel quartiere Pinocchio.
Facoltà di ingegneria
dell'Università politecnica delle Marche

L'Università
politecnica delle Marche (già Università degli studi di Ancona) fu fondata nel 1969.
Vi sono presenti
le facoltà
di Ingegneria,
Economia
intitolata a "Giorgio Fuà", Agraria,
Medicina
e Chirurgia,
Scienze.
La facciata del
Teatro delle Muse
Teatro delle Muse. Costruito nel 1827 su progetto di Pietro
Ghinelli, ha conservato soltanto la struttura esterna e la
neoclassica facciata a colonne ioniche. Durante la seconda guerra mondiale il tetto fu
parzialmente danneggiato da uno spezzone incendiario d'aereo, cosa che suggerì
agli amministratori una assai discussa demolizione e ricostruzione degli
interni in stile moderno, avviando una ristrutturazione durata decenni. Capace
di accogliere più di mille spettatori, ospita oggi una stagione lirica di
livello internazionale, una stagione sinfonica, una di prosa ed una di musica
jazz. Da segnalare il sipario tagliafuoco del palcoscenico, decorato da
un'opera dell'artista Valeriano Trubbiani.
Teatro
sperimentale Lirio Arena. Inaugurato nel maggio 1960 per far rinascere ad
Ancona il teatro drammatico, in attesa della riapertura del Teatro delle Muse,
divenne il teatro cittadino e per finanziarne le spese di gestione fu
costituito un comitato di sostenitori, che diede solidità finanziaria
consentendo alle migliori compagnie italiane di esibirvisi. Nel 1967 si decise
l'ampliamento che fu completato solo tra il 1974 e 1979.
Teatro
Metropolitan,
gioiello del XIX secolo ubicato nel corso principale, è
attualmente oggetto di complesse opere di ristrutturazione ad uso
ricettivo-commerciale, ne rimarrà dell'originale il solo involucro esterno.
Teatro
Goldoni,
altro teatro storico non più funzionante. Pur essendo un treatro storico,
realizzato a metà Ottocento con architettura Liberty e interessanti strutture
in ghisa, purtroppo recentemente è stato sventrato per realizzare un cinema
multisala.
Barocco e Neoclassicismo L'arte del XVIII secolo
è contraddistinta dall'importante figura di Luigi
Vanvitelli. Come ricordato nel paragrafo dedicato alla storia,
egli progettò il nuovo Lazzaretto su di un'isola artificiale di forma
pentagonale. Inoltre prolungò il molo realizzato secoli prima dall'imperatore Traiano
e vi edificò l'Arco Clementino. Queste opere, al di là dei
pregevoli aspetti formali anticipanti il neoclassicismo,
sono notevoli per il perfetto inserimento nell'ambiente naturale e per gli
aspetti tecnici e costruttivi. In città il Vanvitelli realizzò anche la chiesa del Gesù, con la facciata concava
che domina il porto dall'alto, seguendone la naturale curvatura. Dopo
l'istituzione del porto franco e la ripresa dei traffici, in città ci fu un
periodo di fioritura artistica, testimoniato ancor oggi dalle chiese del Santissimo Sacramento
di Francesco Maria Ciaraffoni (con le statue
di Gioacchino Varlè) e di San Domenico (di Carlo
Marchionni), dai tanti palazzi nobiliari affrescati e rinnovati
nelle facciate, da Porta Pia (il nuovo ingresso monumentale della
città), dalle statue dei continenti all'interno della Loggia dei Mercanti, segno delle nuove correnti
di traffico marittimo.
Testimonianze del
periodo napoleonico sono soprattutto alcune fortificazioni:
Il simbolo
universalmente riconosciuto delle tradizioni gastronomiche di Ancona è lo stoccafisso all'anconitana,
celebrato da manifestazioni ricorrenti nell'anno e tutelato da una apposita
accademia. Caratterizzato da un delizioso profumo, da una lunghissima cottura,
dalla presenza di patate in pezzi grossi e da una grande abbondanza di vino ed
olio di frantoio.
Cozze e anemoni sul
fondale di Portonovo (Ancona).
Dopo lo stoccafisso
l'altro re della cucina anconitana è il mosciolo, nome locale del mitilo
o cozza, che da queste parti non si alleva, ma si pesca sulle scogliere
naturali. Recentemente il "mosciolo di Portonovo" è stato
riconosciuto come "prodotto di origine protetta". Durante l'estate
uno spettacolo tipico della costa alta anconitana è costituito dal gran numero
di persone che pescano i mitili in apnea, li puliscono sulla riva con attrezzi
fabbricati artigianalmente, li cucinano in vario modo (ci si fanno sughi per la
pasta, si preparano impanati alla griglia, o semplicemente alla marinara (alla tarantina),
con aglio prezzemolo e limone), li gustano in grandi tavolate sulla spiaggia
con amici e parenti.
Gli antipasti più
tipici sono a base di frutti di mare, preparati e venduti nei bar più
attrezzati ed anche in piccoli chioschi nel centro della città. I più celebri
sono: le crocette in porchetta (conchiglie dette in Italiano "piede di
pellicano"), i bombetti in porchetta ("in porchetta" significa
con aglio, pomodoro e finocchietto selvatico) e i tartufi di mare (nome locale
delle uova di mare). Gli antipasti a base di affettati sono accompagnati,
specie nel periodo pasquale, dalla pizza di formaggio detta anche pizza di
Pasqua, caratterizzata dalla forma a panettone e da grandi pezzi pecorino
nell'impasto.
Come primi piatti
sono da ricordare i vincisgrassi, una sorta di lasagne particolarmente ricche
di ingredienti, preparate in occasioni festive. Tutti i privati cittadini,
nonché i ristoranti e le trattorie, preparano spessissimo durante l'estate i
due primi piatti che celebrano l'amatissimo "mosciolo", cioè il
mitilo, insieme ad altri frutti di mare; questi piatti sono gli spaghetti alla
pescatora (con il pomodoro) e alla marinara (in bianco). Tra le paste asciutte
sono da ricordare anche i ciavattoni allo scoglio (dei grandi maccheroni di
produzione locale conditi con frutti di mare e crostacei). La tradizione di
preparare in casa la pasta all'uovo è secolare in Ancona e in tutte le Marche.
I formati tradizionali il cui consumo è quasi d'obbligo nei giorni festivi
sono: le tagliatelle, i cannelloni, i quadrelli, i cappelletti e i ravioli
(questi ultimi due ripieni di carne o di ricotta e spinaci). Oggi, però, specie
in città, la pasta fresca non si prepara più in casa, ma si acquista nei tanti
negozi specializzati. Un altro primo piatto da sempre assai diffuso sono gli
gnocchi di patate conditi con il sugo di pomodoro o con il ragù di papera. Essi
sono sempre presenti, almeno una volta alla settimana, in ristoranti e
trattorie.
Altri secondi
tipici sono il brodetto all'anconitana, che è appena meno famoso dello
stoccafisso, ed è una delle succulenti varianti della zuppa di pesce adriatica.
Da citare anche la saraghina a scottadeto, ossia cotta sulla brace e mangiata
caldissima. Altri piatti di pesce tipici sono le seppie con i piselli e il
varolo (nome locale della spigola) al forno. Tra le pietanze di carne si
ricorda il pollo e il coniglio cucinati in potacchio, cioè con rosmarino,
aglio, vino e pochissimo pomodoro. La porchetta, che è nata nelle Marche ed è
un piatto tipico di tutta la regione, anche ad Ancona è molto apprezzata.
Un contorno
davvero tipico di Ancona è costituito dai paccasassi (Crithmum maritimum
o finocchio marino), un'erba succulenta che, come dice il nome, vive nelle
spaccature degli scogli marini. I paccasassi sono adatti ad accompagnare il
pesce, ma anche per arricchire la pasta all'aglio e olio e, uniti a pezzetti di
pecorino fresco, per preparare la pizza dorica. La raccolta dei paccasassi
spontanei è proibita, ma basta raccogliere e mettere i semi in terra per
ottenere delle piante da "tosare" ogni tanto. Altri contorni
caratteristici sono l'insalata di misticanza (erbe di campo miste) e la cucina,
erbe di campo "straginate", cioè lessate e poi passate in padella con
aglio e olive e una patata lessa. In primavera nei mercati rionali si trovano i
pincigarelli, cioè i fiori di cardo selvatico, deliziosi se cotti in padella
con le patate.
Tra i dolci che
si trovano tutto l'anno si ricordano i ciambelloni, con uvetta e, a volte,
ripieni di crema. Durante il periodo della vendemmia sono da assaggiare le
ciambelle al mosto, che, tagliate e tostate, danno origine alle fette al mosto.
Nelle case si prepara con il mosto e la farina una crema da arricchire poi con
noci e pinoli: si tratta dei deliziosi sughetti d'uva. Specie nell'area del
Conero, frutti ottobrini molto apprezzati sono le giuggiole e i corbezzoli. A
Carnevale il dolce tipico è la cicerchiata. È composto di piccole sfere (del
diametro di un grano di cicerchia) realizzate con un impasto a base di farina,
uova, zucchero ed anice, che poi vengono fritte e ricoperte di miele e
mandorle. Molto usati in città a Carnevale anche le zéppole, le frappe, le
castagnole e gli arancini. Tradizionale e collegata alla antichissima ma ormai
scomparsa festa del corbezzolo è la preparazione casalinga dei corbezzoli sotto
spirito.
Nei bar più
forniti si trovano i tradizionali cornetti anconetani: abbastanza grandi, a
pasta gialla e con un ripieno discreto alla pasta di mandorle: sono le
polacche, il perfetto inizio della giornata. Per i momenti più freddi dell'anno
si consiglia invece di bere il turchetto, un caffè molto lungo rinforzato con
rum, buccia di limone ed anice: una vera carica di energia. La pizza al taglio
dal dopoguerra in poi si è diffusa dappertutto e si vende a pezzo; le varianti
tradizionali sono: bianca (con il rosmarino), alla cipolla, rossa. È l'erede
della antica crescia, con la quale a volte ha in comune un po' di strutto
nell'impasto, a volte sostituito dall'olio di oliva. I gelati al cono
artigianali sono anche essi molto diffusi e sono generalmente di ottima
qualità.
Tra i prodotti
tipici che rischiano di scomparire si ricorda il vinello, ottenuto facendo
fermentare il succo dei corbezzolo di Monte Conero, da queste parti detti
"cocomeri".
Il vino bianco
più usato in città è senz'altro il Verdicchio, un DOC ottenuto dal vitigno
omonimo proveniente dai castelli di Jesi o dalla zona di Matelica. Il rosso cittadino
naturalmente è il Rosso Conero, un DOC di antichissima
tradizione, che ha come base il vitigno Montepulciano. Le vigne che producono
il Rosso Conero sentono l'aria del mare: sono dislocate nelle colline del Parco
del Conero. Visitatori e cittadini che vogliono assaporare il rosso di Ancona
direttamente nelle cantine di produzione, possono seguire la per "strada
del Rosso Conero". Come in tutta la regione molto apprezzati sono il vino
di vìsciole (ciliegie selvatiche), ideale per il dopocena, e il vin cotto, una
specie di brandy
di antichissima tradizione contadina.
Ancona è una tipica città
policentrica, dato che sono quattro le piazze che giocano un ruolo centrale: Piazza del Plebiscito (del
Papa), il cuore dei rioni più antichi; Piazza della Repubblica (del Teatro),
punto di unione tra il centro e il porto; Piazza Roma, il centro della zona dei
mercati all'aperto e al coperto; Piazza Cavour, la più vasta e alberata, centro
dei rioni ottocenteschi. Le ultime tre piazze sono unite da un tridente di
corsi paralleli: corso Mazzini (corso vecchio), corso Garibaldi (corso nuovo) e
corso Stamira; sono considerati i corsi principali e la zona tra essi compresa
è nota con il nome di "Spina dei corsi".
Scorcio di Ancona dal
porto
Se quattro sono le piazze centrali e tre sono i corsi, uno solo è il vertice di questa città circondata per due lati dal mare: la sommità del colle Guasco, sul quale sorge il Duomo, vero punto di riferimento, dato che esso è visibile non solo dal porto e dal centro, ma anche da tutte le colline di periferia; la collina della cattedrale è il primo segno inconfondibile della città per chi proviene dal nord o dal mare.
Anche la Cittadella, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane,
costituisce un caposaldo scenico di grande effetto per la città; infatti è
posta sulla cima del Colle Astagno, affacciato sul porto. Oggi è immersa in un
bosco di pini piantato nel dopoguerra in occasione di una festa dell'albero per
scongiurare le frane che interessavano il versante e dotare la città di una
zona di fresca ombra. Il bosco forse sarà oggetto di uno moderato sfoltimento
per recuperare una parziale visibilità della fortezza cinquecentesca.
Caratteristica è
la presenza di un asse stradale che attraversa tutto il promontorio da Ovest ad
Est, da mare a mare: dalle banchine del porto al belvedere sulle rupi del
Passetto. Questa direttrice urbana assume vari nomi: nel tratto iniziale è
costituita dai tre corsi paralleli già citati, nel tratto finale invece prende
il nome di viale della Vittoria.
Dato che la città
si adagia su numerose colline, altra caratteristica è la frequenza con la quale
si incontrano salite, scalinate, belvedere e punti panoramici. Tra questi
ultimi, i più rinomati sono il piazzale del Duomo, Piazza del Comune (B.
Stracca), la pineta e la scalinata del Passetto, il belvedere di Capodimonte,
quello del Pincio, la lanterna rossa del porto, il faro vecchio, gli spalti di
Forte Cardeto, e per finire tutti gli "stradelli" che portano al mare
da via Panoramica, dalla piscina del Passetto e dal quartiere di Pietralacroce.
Anche i quartieri periferici sono interessanti per i panorami, ad esempio
Posatora (dal parco Belvedere).
A nord, la
conurbazione di Ancona si estende fino a Falconara Marittima, con la quale c'è una
continuità di insediamento lungo la via Flaminia.
Come il resto
della regione, Ancona ha oggi un tessuto industriale costituito da piccole
aziente di elevato livello, e punta molto sul commercio
grazie soprattutto al porto e sul turismo
grazie al clima, alla natura, ai suoi chilometri di spiagge, ed al patrimonio
storico-artistico-archeologico che racconta più di 3.000 anni di storia.
Inoltre, grazie al clima mite e tipicamente mediterraneo, eccelle in alcuni
settori dell'agricoltura.
Tipica della
città è l'industria dei Cantieri Navali, che, di origine antichissima, ancora
può contare su una importante sede della Fincantieri e su diversi cantieri
privati tra i quali il "Gruppo Ferretti",uno dei principali
produttori mondiali di yacht di lusso. Molto importanti sono le industrie
metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche.
Il commercio è
l'attività principale della città, per la grande rilevanza che ha il porto
con un notevole traffico di merci (tra i primi dell'Adriatico), ma anche di
persone; è infatti al primo posto per numero di passeggeri annui (1.500.000).
Il porto è al primo posto nell'Adriatico e tra i primi d'Italia anche per le
attività della pesca; considerevole è infatti il mercato
ittico della città e
Moltissimi sono i
cittadini impiegati nei servizi, in particolar modo quelli pubblici, mentre il
settore del commercio è particolarmente attivo sia nelle strade del centro
cittadino, dove la zona dei tre corsi Garibaldi,
Mazzini
e Stamira
è tradizionalmente il centro commerciale della città, sia nelle periferie dove,
negli ultimi anni, sono sorti numerosi centri commerciali di grandi dimensioni
(Auchan, Carrefour, Ikea, per citarne alcuni), che attirano visitatori e
acquirenti da fuori città e fuori provincia.
Il quartiere
fieristico di Ancona si trova nella zona portuale della città, nel largo Fiera
della Pesca, infatti sin dal 1933 si teneva la "Fiera Adriatica della Pesca"
che assunse sempre maggior importanza, fino a diventare l'attuale "Fiera
Internazionale della Pesca". Durante la seconda guerra mondiale il quartiere fieristico
fu interamente distrutto. Ricostruito in breve tempo, venne inaugurato il 25 luglio
1948 alla presenza del
Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e assume, di nuovo, carattere
internazionale nel 1955. Negli anni 80 si rinnovano i locali e l'ente
fieristico inizia ad ospitare esposizioni di molteplici settori, iniziando la
sua rinascita. Con
Il turismo
ha una sua importanza, non tanto per l'alto numero di persone che si imbarcano,
che in realtà spesso non escono dall'area portuale, ma per la spiaggia di Portonovo,
dotata di alberghi e campeggi.
Il settore
alberghiero, ha infatti, aperto la strada ad un concreto sviluppo nel settore
turismo, soprattutto in considerazione dell'amplissima gamma e ricchezza
nell'offerta storico-culturale, naturalistica, balneare, e dell'intrattenimento
che già la sola città può offrire, e che comporta ogni anno la presenza di un
gran numero di turisti da tutto il mondo.
Percorso della strada
statale SS16
Notevoli sono le
infrastrutture viarie: per andare verso Nord ci si può servire della Strada Statale 16 Adriatica e del casello
di Ancona Nord (a Castelferretti) dell'Autostrada A14 Adriatica. Per andare verso
Ovest si prende la statale SS76, quasi interamente superstrada,
che confluendo nella Statale SS3 Flaminia poco oltre il confine con l'Umbria porta
sino a Roma.
Il casello di Ancona Sud (all'Aspio) serve invece per recarsi nel Mezzogiorno
d'Italia.
La variante alla SS16, svolge funzioni di tangenziale.
È stata completata alcuni anni fa la strada di attraversamento della città, in
parte sopraelevata, che dal casello di Ancona Sud giunge in prossimità del
centro; quest'ultima strada è chiamata bretella o Asse Nord-Sud. Da anni è in discussione
una strada a scorrimento veloce che conduca dal porto all'autostrada; sono
state proposte diverse soluzioni, come l'uscita a Sud, che ha portato alla
realizzazione della SS 681,
o l'uscita a Ovest, favorita dall'amministrazione comunale, ma ancora in fase
di progettazione.
La stazione di Ancona è di transito per la
direttrice ferroviaria passeggeri Trenitalia
Adriatica (Milano
– Bologna
– Ancona – Pescara
– Bari
– Lecce),
la quale utilizza le storiche Bologna-Ancona ed Adriatica. È inoltre stazione di testa per la
transappenninica Ancona – Foligno – Orte – Roma.
Già sede di uno
dei 13 dipartimenti ferroviari italiani, la città è servita anche dalla stazione di Ancona Marittima, usata
soprattutto dai pendolari, e da quelle di Ancona-Varano, Ancona-Torrette e
Palombina, destinate al servizio passeggeri regionale.
La stazione
marittima è situata nel molo Santa Maria. I collegamenti dal porto di
Ancona sono regolari con la Croazia,
con l'Albania,
con il Montenegro,
con la Grecia
e con la Turchia.
L'aeroporto Raffaello
Sanzio, situato a Falconara Marittima,
ha voli regolari con Roma, Milano ed alcune città europee.
Il PalaRossini visto
dall'esterno
Stadio comunale Del Conero, il
principale della città Il cassetto delle foto di Ancona
|
Tramonto a Portonovo |
Passetto |
Grotte e scali a mare della spiaggia del Passetto |
Statua di Traiano |
|
Mole Vanvitelliana |
Arco di Porta Pia |
La fontana del Calamo |
La fontana dei cavalli |
|
Arco di Traiano e Clementino |
Palazzo degli Anziani |
San Francesco delle Scale |
Ancona vista da Falconara Marittima |
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|
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