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Ancona

 Panorama di Ancona

Ancona - Bandiera

 

 

Ancona - Stemma

 

 

 

 

Stato:

bandiera  Italia

Regione:

Coat of arms of Marche.svg Marche

Provincia:

stemma Ancona

Coordinate:

43°37′01″N 13°31′00″E / 43.61694, 13.51667Coordinate: 43°37′01″N 13°31′00″E / 43.61694, 13.51667

Altitudine:

16 m s.l.m.

Superficie:

123,23 km²

Abitanti:

102.461

30-04-2009 

Densità:

828,35 ab./km²

Frazioni:

Angeli di Varano, Aspio, Baraccola, Candia, Casine di Paterno, Gallignano, Ghettarello, Madonna delle Grazie, Massignano, Montacuto, Montesicuro, Paterno, Poggio di Ancona, Pontelungo, Sappanico, Taglio Barcaglione, Varano, Palombina Nuova, Collemarino, Torrette. 

Comuni contigui:

Agugliano, Camerano, Camerata Picena, Falconara Marittima, Offagna, Osimo, Polverigi, Sirolo

CAP:

60100, 60121-60129, 60131

Pref. telefonico:

071

Class. sismica:

zona 2 (sismicità medio-alta)

Class. climatica:

zona D, 1688 GG

Nome abitanti:

anconetani, anconitani 

Santo patrono:

San Ciriaco di Gerusalemme 

Posizione del comune nell'Italia

 

Vista del porto di Ancona

Ancona ([an-có-na] ˈkona), è una città di 102.461 abitanti dell'Italia centrale, posta sul Mare Adriatico. È uno dei principali porti d'Italia ed è capoluogo dell'omonima provincia e della regione Marche. Città d'arte con un centro storico ricco di monumenti e con una storia millenaria, è primario fulcro economico e portuale della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione. Considerando anche i comuni limitrofi, la popolazione della conurbazione di Ancona sfiora i 200.000 abitanti.

Geografia fisica

Territorio

Protesa verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. I Greci di Siracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma di questo promontorio e per questo motivo chiamarono la nuova città Αγκών, "ankon", che in greco significa gomito. L'origine greca di Ancona è ricordata dall'epiteto con la quale è conosciuta: la "città dorica".

Ancona è caratterizzata dalla posizione a picco sul mare, dal centro ricco di storia e di monumenti, dai parchi semi-urbani ben conservati e dai pittoreschi dintorni della costa alta del Conero. I rioni storici, arrampicati su varie colline, si affacciano sull'arco del porto come intorno al palcoscenico di un teatro. Dal suo porto partono ogni anno circa un milione di viaggiatori diretti soprattutto in Grecia e Croazia, ma anche in Albania, Turchia e Montenegro; è infatti il primo porto adriatico per numero di imbarchi, e uno dei primi per le merci e per la pesca.

La città di Ancona sorge nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali di monte Conero o monte d'Ancona (572 m s.l.m.). Questo promontorio dà origine ad un golfo, il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona a sismicità medio-alta, è classificata di livello 2 dalla Protezione civile.

Ad Ancona si vede sorgere il sole dal mare, come in tutta la costa adriatica, ma è l'unica città in cui si può vedere sul mare anche il tramonto, visto che, grazie alla forma a 'gomito' della sua costa, è bagnata dal mare sia ad est che ad ovest.

La città possiede varie spiagge; la più centrale è quella del Passetto, tipica spiaggia di costa alta, ricca di scogli, tra i quali la Seggiola del Papa (uno dei simboli della città), lo scoglio del Quadrato, molto apprezzato per la possibilità di tuffarsi nell'acqua profonda. A Nord del porto la costa è bassa. In questa zona da ricordare è la spiaggia di Palombina, sabbiosa, di carattere urbano e con un'aria vivacemente popolare, in vista del golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria. Il territorio cittadino è caratterizzato da un'alternanza di fasce collinari e di vallate.

Tramonto sul mare visto dal colle Guasco

La fascia di colline più settentrionale, affacciata direttamente sul mare, comprende il Colle Guasco sul quale svetta il Duomo, il Colle dei Cappuccini con il Faro, Monte Cardeto con le sue fortificazioni immerse nel verde del parco omonimo. Più a Sud si trova la vallata un tempo detta Piana degli Orti, oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. A Sud di questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, sul quale sorge la Cittadella, un grande polmone verde all'interno della città, il colle di Santo Stefano, con il parco del Pincio, Monte Pulito, con la sede dell'Ammiragliato, Monte Pelago, con il piccolo osservatorio astronomico, ed infine il Monte Santa Margherita, a picco sul mare, occupato nelle sue pendici Nord dal parco del Passetto. La vallata che si trova ancora a Sud è costituita da Valle Miano e dal Piano San Lazzaro, occupato dal quartiere omonimo, il solo pianeggiante della città. Ancora a Sud si estende la fascia di colline periferiche e infine la vallata dei Piani della Baraccola. Ancona è ben servita dalle vie di comunicazione terrestri, marittime ed aeree.

Clima

La città di Ancona presenta caratteristiche di transizione tra il clima subcontinentale dell'alto versante Adriatico e il clima mediterraneo. Classificazione climatica: zona D, 1688 GR/G. La commistione di elementi climatici decisamente continentali ed altri tipicamente mediterranei si riflette pure nella vegetazione della zona.

L'inverno, in genere mitigato dall presenza del mare, presenta a volte giornate con temperatura rigide durante le irruzioni di aria fredda per venti di bora che possono portare eccezionalmente la neve anche sulla costa e durante gli episodi di nebbia da inversione termica, quando le temperature si mantengono costanti per l'intera giornata su valori di poco superiori allo zero. Tra le temperature più basse registrate all'aeroporto di Ancona-Falconara vanno ricordati i -13 °C del gennaio 1985, mentre la nevicata storica per eccellenza in città è quella del febbraio 1929 (il famoso "nevò", che seppellì Ancona sotto punte di 1 metro e mezzo di neve e ghiaccio).

L'estate può essere afosa, ma con temperature massime raramente superiori ai 30 °C. Nelle giornate in cui soffia il libeccio, detto Garbì in dialetto, si può arrivare a 35 °C e oltre, ma con bassi tassi di umidità relativa; nel mese di agosto iniziano i fenomeni temporaleschi. La temperatura più alta registrata all'aeroporto di Falconara risale al luglio del 1983, quando si sfiorarono i +41 °C.

Le precipitazioni sono moderate (776 mm annui), distribuite in modo piuttosto regolare, con minimi relativi in inverno, primavera e nella prima parte dell'estate; massimi precipitativi, invece, si hanno tra la tarda estate e l'intera stagione autunnale.

Storia

L'attuale zona centrale di Ancona ospitava alcuni insediamenti già nell'età del bronzo. Nell'età del ferro fu un villaggio piceno. Nel 387 a.C. un gruppo di Greci siracusani, esuli dalla tirannide di Dionisio e attratti dal grande porto naturale, fondò la città sulle pendici del colle ora chiamato Guasco: un lembo di Magna Grecia in mezzo alla civiltà dei Piceni, che eresse su quel colle un grande tempio dedicato a Venere. Il tempio destò l'ammirazione dei Romani come si deduce leggendo Catullo e Giovenale. Con l'avvento del Cristianesimo sulle rovine di quel tempio sorse l'attuale cattedrale dedicata a san Ciriaco (lo scopritore della Vera Croce).

All'arrivo dei Romani nelle Marche le popolazioni locali cercarono inizialmente una convivenza pacifica e Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e quella romana, anche dal punto di vista linguistico. Dal 113 a.C. Ancona può considerarsi città romana, pur orgogliosa delle proprie origini greche. Leggendo l'iscrizione posta sull'Arco di Traiano apprendiamo che i Romani consideravano Ancona l'accesso d'Italia da Oriente e quindi la sede naturale dei commerci con la Dalmazia, l'Egitto e l'Asia. Comprendendo l'importanza strategica e commerciale che aveva Ancona, l'imperatore Traiano fortificò la città e ne ampliò il porto.

Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) Ancona, dopo il dominio di Odoacre (476-493) e degli Ostrogoti (493-553), fu tra i possessi dell'Impero Romano d'Oriente e fece parte della Pentapoli marittima assieme alle città di Senigallia, Fano, Pesaro e Rimini. Dopo un breve periodo sotto il dominio longobardo (751-754), nel 774 la città passò allo Stato della Chiesa.

Con l'istituzione del Sacro Romano Impero la città fu posta a capo della Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di Camerino e di Fermo, comprese quasi tutta l'odierna regione Marche.

Alla fine del XII secolo Ancona è un libero comune ed una repubblica marinara. Si scontrò così sia con il Sacro Romano Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo effettivo potere, sia con Venezia, che non accettava nell'Adriatico un'altra città marinara.

Ancona, comunque, riuscì a respingere nel 1137 l'imperatore Lotario II, nel 1167 l'imperatore Federico Barbarossa e nel 1173,(quando Ancona aveva nel frattempo giurato fedentà all'Imperatore bizantino Manuele Comneno) il luogotenente inviato dallo stesso Barbarossa,l'arcivescovo Cristiano di Magonza noto come uomo crudele, dedito alla rapina e alla lussuria. Questi, con il fattivo contributo della flotta Veneziana (repubblica marinara antagonista della repubblica anconetana nell'Adriatico)assediò per sei lunghi mesi la città con forze preponderanti. Di questo assedio Ancona ricorda l'eroico gesto di una donna, la vedova Stamira che dando fuoco ad una botte carica di materiale incendiabile, riuscì a distruggere gran parte delle navi nemiche veneziane ormeggiate nel porto, riuscendo così a creare un varco per i rifornimenti alla popolazione stremata dalla fame. Stamira è pertanto considerata una delle maggiori figure storiche della città che le ha dedicato quadri, statue, e intestazioni a istituzioni, vie e piazze del tessuto cittadino. La città, in seguito, con l'aiuto della contessa di Bertinoro Aldruda dei Frangipani e del duca di Ferrara Guglielmo dei Marcheselli, riuscì a rompere l'assedio e a cacciare, gli eserciti veneziano e di Cristiano di Magonza, riconfermando la sua fedeltà all'Imperatore di Bisanzio. Questo ricompensò la città con ingenti somme di denaro e le donò in segno di riconoscenza una bandiera rossa con una croce d'oro. A tutt'oggi, il ricordo di tale avvenimenti è costituito dall'emblema del Comune: un vessillo rosso con una croce giallo-oro.

Ricorrenze

Festa del mare del 3 settembre 2006

Tra gli appuntamenti tradizionali più importanti si segnalano le seguenti.

La Festa del Mare, che si tiene nella prima domenica di settembre e consiste in una animatissima processione di centinaia di imbarcazioni che dal porto si recano al largo per onorare i caduti del mare con una cerimonia religiosa. A terra spettacoli, sfilate, concerti e la fiera "degli Archi", il rione marinaro della città. A conclusione i fuochi d'artificio sul mare. Intorno alla data della Festa del Mare si tiene la spettacolare regata del Conero.

La Festa della Venuta, che si tiene le sere dell'8 e del 9 dicembre accendendo grandi falò in varie parti della città ed anche in campagna; il 10 dicembre infatti si festeggia la Madonna di Loreto, e la tradizione vuole che i fuochi di oggi ricordino quelli che nel 1200 servirono ad illuminare la strada alla Santa Casa che in volo stava giungendo nel vicino centro di Loreto. Nonostante l'ostilità delle istituzioni la festa è ancora viva e sentita, e si auspica che la scelta del 10 dicembre come Festa delle Marche aiuti a sostenere una usanza secolare.

Il Carnevale è festeggiato con sfilate di maschere nelle vie del centro ed è stato recentemente denominato "Carnevalò". Maschera tradizionale, scelta nel 1999 con votazione popolare, è Mosciolino, ideata dal grafico Andrea Goroni. Prende nome dalla conchiglia più amata dagli anconitani: il mosciolo (mitilo). Mosciolino ha l'aria di un ragazzino scanzonato, caratterizzato da orecchie a sventola, un po' a punta come quelle di un folletto, da uno sguardo birichino e dal naso a sgnaffarì (cioè "a patatina", un po' schiacciato e all'insù). Porta maglia e calzamaglia di color giallo ocra scolorito dal sole. Sopra la maglia ha una casacca senza maniche, azzurra e due bande ondulate bianche e bordate di giallo oro. Questa casacca nei dieci anni di esistenza della maschera si è leggermente modificata: ora è decorata da alghe verdi, pezzi di rete da pesca e sul margine inferiore, da mezzi gusci di mosciolo (mitilo). Alghe si trovano anche tra i capelli. Sulla testa porta un cappuccio lungo, azzurro, con una banda simile a quella della casacca. sulla punta di questo cappuccio è attaccato un mosciolo intero opure la figura di un pesciolino. Le scarpe sono con risvolto e appuntite. La storia di questa maschera è narrata nel paragrafo "Miti e leggende".

La fiera di San Ciriaco, che si tiene in città fin dal XIV secolo, si tiene dal 1 al 4 maggio in onore del Santo Patrono, vede i fedeli salire al Duomo per onorare il corpo del Martire e, da un punto di vista più profano, centinaia di bancarelle invadere le strade del centro.

Ogni settembre si svolge nella frazione di Varano il Festival del dialetto, giunto nel 2008 alla 34a edizione.

Una antica tradizione (almeno vecchia di due secoli) vuole che in primavera gruppi di giovani partano quando ancora è notte per salire al Monte d'Ancona (il Conero) a vedere l'alba sul mare, con la vista che spesso si allarga ai monti della opposta sponda dalmata. Dal dopoguerra ad oggi l'uso è cambiato, ma ancora centinaia di persone si recano al Monte in primavera o in estate, ma in macchina e non solo all'alba.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il duomo di San Ciriaco                        Faro vecchio                                       Piazza del Plebiscito

Architetture religiose

I più importanti edifici religiosi della città sono:

Aree naturali

Il Parco del Conero

Sirolo vista verso sud

Parte del territorio di Ancona rientra all'interno del Parco regionale del Conero, caratterizzato da ampi boschi sempreverdi di macchia mediterranea, da scogliere a picco sul mare, da spiagge raggiungibili solo a nuoto, da una campagna di alto valore paesaggistico e ricca di prodotti tipici, come la lavanda, il miele, l'olio, i legumi.

Se da una parte il parco ha senz'altro fornito uno strumento di tutela della zona, d'altro canto ha provocato una valorizzazione economica di tutte le case coloniche, che si stanno trasformando in ville suburbane, con inevitabili conseguenze negative sulla fruibilità pubblica delle aree naturali e sulla stessa permanenza dei valori naturalistici. Sono ormai tipici i casi di chiusura di sentieri o della loro trasformazione in strade carrabili (anche sugli itinerari ufficiali del Parco), di distruzione della vegetazione per realizzare giardini privati, di istallazione di recinzioni che di fatto rendono inaccessibili aree verdi che da sempre erano di libero accesso, e ciò vale anche per zone di gran valore panoramico e naturalistico come quelle situate sul ciglio della falesia.

Si deve purtroppo registrare una nota dolente per ciò che riguarda la fruizione del parco: la decisione dell'amministrazione comunale e della Capitaneria di Porto di chiudere, per motivi di sicurezza, tutti i sentieri che conducono al mare, compreso quello delle Due Sorelle. Di fatto oggi, quindi molte delle zone del Parco più caratteristiche ed importanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico sono precluse alla visita di turisti ed abitanti. La preoccupazione per la sicurezza sembra eccessiva alle associazioni naturalistiche, che ricordano che, seguendolo stesso criterio, si dovrebbero chiudere al pubblico tutte le coste alte e le zone montuose d'Italia, soggette agli stessi tipi di rischio. È a rischio lo stesso rapporto con il mare, che è una delle caratteristiche più importanti del Parco del Conero.

Da anni è in discussione al Ministero dell'Ambiente l'ipotesi di istituire un parco marino nel mare che bagna il Parco del Conero, motivata dalla presenza di fondali di grande ricchezza naturalistica: madrepore, gorgonie non sono certo comuni in Adriatico. In una costa così frequentata e nella quale il rapporto con il mare è intenso ed antico, si dovrà tutelare la zona senza impedire gli usi tradizionali e innocui per la natura, come la balneazione, la nautica a vela o a remi e la piccola pesca amatoriale.

Dialetto

Il dialetto cittadino, che alcuni considerano un vernacolo vista la limitata zona di suo utilizzo (circoscritta praticamente alla sola città) viene quasi unanimemente considerato il dialetto più settentrionale del gruppo umbro-laziale-marchigiano (secondo la linea Roma-Perugia-Ancona), poiché già a Senigallia, che dal capoluogo dista solo 25 km, l'accento gallo-italico è molto forte. Secondo la tradizione il vernacolo anconitano sarebbe nato nel rione Porto, in una piccola piazza ora non più esistente, detta la Chioga, nella quale si mescolavano tre parlate: quella dei portolotti, quella dei marinai stabilitisi in città e quella dei buranelli, ossia delle famiglie originarie dalla laguna veneta trasferitesi ad Ancona in cerca di fortuna. Nel corso del tempo si è modificato e reso assai singolare dagli influssi dovuti agli scambi del porto. Nel dialetto anconetano convivono elementi di tre parlate dell'Italia peninsulare: infatti malgrado la già citata appartenenza al gruppo dialettale umbro-laziale-marchigiano, non è difficile accorgersi di influssi sia galloitalici (e dunque settentrionali), sia meridionali, per quanto questi ultimi siano piuttosto limitati. Le caratteristiche gallo-italiche più evidenti nel vernacolo di Ancona sono lo sdoppiamento di tutte le consonanti geminate tranne la s e l'utilizzo dell'articolo el anche davanti alla s impura e alla z, fenomeni comuni anche ai dialetti veneti, romagnoli e lombardi.

Strutture sanitarie

Ospedale regionale di Torrette

La sanità ad Ancona è gestita principalmente dall'"Azienda Ospedaliero Universitaria - Ospedali Riuniti", che si trova accanto alla facoltà di medicina dell'Università Politecnica delle Marche con cui è presente una forte collaborazione, ma sono inoltre presenti anche strutture autonome ed alcune cliniche private.

I dipartimenti sanitari si sviluppano principalmente attorno al polo regionale di Torrette, a cui, tra il 2002 ed il 2004, sono stati accorpati anche l'ospedale "Umberto I" ed il cardiologico "G. M. Lancisi". Sono presenti altri due presidi ospedalieri specialistici, uno in pediatria "G. Salesi" che si trova nel centro della città, l'altro in geriatria "U. Sestilli" sede locale dell'INRCA. È presente anche la casa di cura privata "Villa Igea", nel quartiere Pinocchio.

Università

Facoltà di ingegneria dell'Università politecnica delle Marche

L'Università politecnica delle Marche (già Università degli studi di Ancona) fu fondata nel 1969.

Vi sono presenti le facoltà di Ingegneria, Economia intitolata a "Giorgio Fuà", Agraria, Medicina e Chirurgia, Scienze.

Teatri

La facciata del Teatro delle Muse

Teatro delle Muse. Costruito nel 1827 su progetto di Pietro Ghinelli, ha conservato soltanto la struttura esterna e la neoclassica facciata a colonne ioniche. Durante la seconda guerra mondiale il tetto fu parzialmente danneggiato da uno spezzone incendiario d'aereo, cosa che suggerì agli amministratori una assai discussa demolizione e ricostruzione degli interni in stile moderno, avviando una ristrutturazione durata decenni. Capace di accogliere più di mille spettatori, ospita oggi una stagione lirica di livello internazionale, una stagione sinfonica, una di prosa ed una di musica jazz. Da segnalare il sipario tagliafuoco del palcoscenico, decorato da un'opera dell'artista Valeriano Trubbiani.

Teatro sperimentale Lirio Arena. Inaugurato nel maggio 1960 per far rinascere ad Ancona il teatro drammatico, in attesa della riapertura del Teatro delle Muse, divenne il teatro cittadino e per finanziarne le spese di gestione fu costituito un comitato di sostenitori, che diede solidità finanziaria consentendo alle migliori compagnie italiane di esibirvisi. Nel 1967 si decise l'ampliamento che fu completato solo tra il 1974 e 1979.

Teatro Metropolitan, gioiello del XIX secolo ubicato nel corso principale, è attualmente oggetto di complesse opere di ristrutturazione ad uso ricettivo-commerciale, ne rimarrà dell'originale il solo involucro esterno.

Teatro Goldoni, altro teatro storico non più funzionante. Pur essendo un treatro storico, realizzato a metà Ottocento con architettura Liberty e interessanti strutture in ghisa, purtroppo recentemente è stato sventrato per realizzare un cinema multisala.

Storia dell'Arte

La Mole Vanvitelliana, dell'architetto Luigi Vanvitelli

Barocco e Neoclassicismo

L'arte del XVIII secolo è contraddistinta dall'importante figura di Luigi Vanvitelli. Come ricordato nel paragrafo dedicato alla storia, egli progettò il nuovo Lazzaretto su di un'isola artificiale di forma pentagonale. Inoltre prolungò il molo realizzato secoli prima dall'imperatore Traiano e vi edificò l'Arco Clementino. Queste opere, al di là dei pregevoli aspetti formali anticipanti il neoclassicismo, sono notevoli per il perfetto inserimento nell'ambiente naturale e per gli aspetti tecnici e costruttivi. In città il Vanvitelli realizzò anche la chiesa del Gesù, con la facciata concava che domina il porto dall'alto, seguendone la naturale curvatura. Dopo l'istituzione del porto franco e la ripresa dei traffici, in città ci fu un periodo di fioritura artistica, testimoniato ancor oggi dalle chiese del Santissimo Sacramento di Francesco Maria Ciaraffoni (con le statue di Gioacchino Varlè) e di San Domenico (di Carlo Marchionni), dai tanti palazzi nobiliari affrescati e rinnovati nelle facciate, da Porta Pia (il nuovo ingresso monumentale della città), dalle statue dei continenti all'interno della Loggia dei Mercanti, segno delle nuove correnti di traffico marittimo.

Testimonianze del periodo napoleonico sono soprattutto alcune fortificazioni: la Lunetta di Santo Stefano, Forte Cardeto e il fortino di Portonovo.

Cucina

Il simbolo universalmente riconosciuto delle tradizioni gastronomiche di Ancona è lo stoccafisso all'anconitana, celebrato da manifestazioni ricorrenti nell'anno e tutelato da una apposita accademia. Caratterizzato da un delizioso profumo, da una lunghissima cottura, dalla presenza di patate in pezzi grossi e da una grande abbondanza di vino ed olio di frantoio.

Cozze e anemoni sul fondale di Portonovo (Ancona).

Dopo lo stoccafisso l'altro re della cucina anconitana è il mosciolo, nome locale del mitilo o cozza, che da queste parti non si alleva, ma si pesca sulle scogliere naturali. Recentemente il "mosciolo di Portonovo" è stato riconosciuto come "prodotto di origine protetta". Durante l'estate uno spettacolo tipico della costa alta anconitana è costituito dal gran numero di persone che pescano i mitili in apnea, li puliscono sulla riva con attrezzi fabbricati artigianalmente, li cucinano in vario modo (ci si fanno sughi per la pasta, si preparano impanati alla griglia, o semplicemente alla marinara (alla tarantina), con aglio prezzemolo e limone), li gustano in grandi tavolate sulla spiaggia con amici e parenti.

Gli antipasti più tipici sono a base di frutti di mare, preparati e venduti nei bar più attrezzati ed anche in piccoli chioschi nel centro della città. I più celebri sono: le crocette in porchetta (conchiglie dette in Italiano "piede di pellicano"), i bombetti in porchetta ("in porchetta" significa con aglio, pomodoro e finocchietto selvatico) e i tartufi di mare (nome locale delle uova di mare). Gli antipasti a base di affettati sono accompagnati, specie nel periodo pasquale, dalla pizza di formaggio detta anche pizza di Pasqua, caratterizzata dalla forma a panettone e da grandi pezzi pecorino nell'impasto.

Come primi piatti sono da ricordare i vincisgrassi, una sorta di lasagne particolarmente ricche di ingredienti, preparate in occasioni festive. Tutti i privati cittadini, nonché i ristoranti e le trattorie, preparano spessissimo durante l'estate i due primi piatti che celebrano l'amatissimo "mosciolo", cioè il mitilo, insieme ad altri frutti di mare; questi piatti sono gli spaghetti alla pescatora (con il pomodoro) e alla marinara (in bianco). Tra le paste asciutte sono da ricordare anche i ciavattoni allo scoglio (dei grandi maccheroni di produzione locale conditi con frutti di mare e crostacei). La tradizione di preparare in casa la pasta all'uovo è secolare in Ancona e in tutte le Marche. I formati tradizionali il cui consumo è quasi d'obbligo nei giorni festivi sono: le tagliatelle, i cannelloni, i quadrelli, i cappelletti e i ravioli (questi ultimi due ripieni di carne o di ricotta e spinaci). Oggi, però, specie in città, la pasta fresca non si prepara più in casa, ma si acquista nei tanti negozi specializzati. Un altro primo piatto da sempre assai diffuso sono gli gnocchi di patate conditi con il sugo di pomodoro o con il ragù di papera. Essi sono sempre presenti, almeno una volta alla settimana, in ristoranti e trattorie.

Altri secondi tipici sono il brodetto all'anconitana, che è appena meno famoso dello stoccafisso, ed è una delle succulenti varianti della zuppa di pesce adriatica. Da citare anche la saraghina a scottadeto, ossia cotta sulla brace e mangiata caldissima. Altri piatti di pesce tipici sono le seppie con i piselli e il varolo (nome locale della spigola) al forno. Tra le pietanze di carne si ricorda il pollo e il coniglio cucinati in potacchio, cioè con rosmarino, aglio, vino e pochissimo pomodoro. La porchetta, che è nata nelle Marche ed è un piatto tipico di tutta la regione, anche ad Ancona è molto apprezzata.

Un contorno davvero tipico di Ancona è costituito dai paccasassi (Crithmum maritimum o finocchio marino), un'erba succulenta che, come dice il nome, vive nelle spaccature degli scogli marini. I paccasassi sono adatti ad accompagnare il pesce, ma anche per arricchire la pasta all'aglio e olio e, uniti a pezzetti di pecorino fresco, per preparare la pizza dorica. La raccolta dei paccasassi spontanei è proibita, ma basta raccogliere e mettere i semi in terra per ottenere delle piante da "tosare" ogni tanto. Altri contorni caratteristici sono l'insalata di misticanza (erbe di campo miste) e la cucina, erbe di campo "straginate", cioè lessate e poi passate in padella con aglio e olive e una patata lessa. In primavera nei mercati rionali si trovano i pincigarelli, cioè i fiori di cardo selvatico, deliziosi se cotti in padella con le patate.

Tra i dolci che si trovano tutto l'anno si ricordano i ciambelloni, con uvetta e, a volte, ripieni di crema. Durante il periodo della vendemmia sono da assaggiare le ciambelle al mosto, che, tagliate e tostate, danno origine alle fette al mosto. Nelle case si prepara con il mosto e la farina una crema da arricchire poi con noci e pinoli: si tratta dei deliziosi sughetti d'uva. Specie nell'area del Conero, frutti ottobrini molto apprezzati sono le giuggiole e i corbezzoli. A Carnevale il dolce tipico è la cicerchiata. È composto di piccole sfere (del diametro di un grano di cicerchia) realizzate con un impasto a base di farina, uova, zucchero ed anice, che poi vengono fritte e ricoperte di miele e mandorle. Molto usati in città a Carnevale anche le zéppole, le frappe, le castagnole e gli arancini. Tradizionale e collegata alla antichissima ma ormai scomparsa festa del corbezzolo è la preparazione casalinga dei corbezzoli sotto spirito.

Nei bar più forniti si trovano i tradizionali cornetti anconetani: abbastanza grandi, a pasta gialla e con un ripieno discreto alla pasta di mandorle: sono le polacche, il perfetto inizio della giornata. Per i momenti più freddi dell'anno si consiglia invece di bere il turchetto, un caffè molto lungo rinforzato con rum, buccia di limone ed anice: una vera carica di energia. La pizza al taglio dal dopoguerra in poi si è diffusa dappertutto e si vende a pezzo; le varianti tradizionali sono: bianca (con il rosmarino), alla cipolla, rossa. È l'erede della antica crescia, con la quale a volte ha in comune un po' di strutto nell'impasto, a volte sostituito dall'olio di oliva. I gelati al cono artigianali sono anche essi molto diffusi e sono generalmente di ottima qualità.

Tra i prodotti tipici che rischiano di scomparire si ricorda il vinello, ottenuto facendo fermentare il succo dei corbezzolo di Monte Conero, da queste parti detti "cocomeri".

Il vino bianco più usato in città è senz'altro il Verdicchio, un DOC ottenuto dal vitigno omonimo proveniente dai castelli di Jesi o dalla zona di Matelica. Il rosso cittadino naturalmente è il Rosso Conero, un DOC di antichissima tradizione, che ha come base il vitigno Montepulciano. Le vigne che producono il Rosso Conero sentono l'aria del mare: sono dislocate nelle colline del Parco del Conero. Visitatori e cittadini che vogliono assaporare il rosso di Ancona direttamente nelle cantine di produzione, possono seguire la per "strada del Rosso Conero". Come in tutta la regione molto apprezzati sono il vino di vìsciole (ciliegie selvatiche), ideale per il dopocena, e il vin cotto, una specie di brandy di antichissima tradizione contadina.

Geografia antropica

Urbanistica

Ancona è una tipica città policentrica, dato che sono quattro le piazze che giocano un ruolo centrale: Piazza del Plebiscito (del Papa), il cuore dei rioni più antichi; Piazza della Repubblica (del Teatro), punto di unione tra il centro e il porto; Piazza Roma, il centro della zona dei mercati all'aperto e al coperto; Piazza Cavour, la più vasta e alberata, centro dei rioni ottocenteschi. Le ultime tre piazze sono unite da un tridente di corsi paralleli: corso Mazzini (corso vecchio), corso Garibaldi (corso nuovo) e corso Stamira; sono considerati i corsi principali e la zona tra essi compresa è nota con il nome di "Spina dei corsi".

Scorcio di Ancona dal porto

Se quattro sono le piazze centrali e tre sono i corsi, uno solo è il vertice di questa città circondata per due lati dal mare: la sommità del colle Guasco, sul quale sorge il Duomo, vero punto di riferimento, dato che esso è visibile non solo dal porto e dal centro, ma anche da tutte le colline di periferia; la collina della cattedrale è il primo segno inconfondibile della città per chi proviene dal nord o dal mare.

Anche la Cittadella, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, costituisce un caposaldo scenico di grande effetto per la città; infatti è posta sulla cima del Colle Astagno, affacciato sul porto. Oggi è immersa in un bosco di pini piantato nel dopoguerra in occasione di una festa dell'albero per scongiurare le frane che interessavano il versante e dotare la città di una zona di fresca ombra. Il bosco forse sarà oggetto di uno moderato sfoltimento per recuperare una parziale visibilità della fortezza cinquecentesca.

Caratteristica è la presenza di un asse stradale che attraversa tutto il promontorio da Ovest ad Est, da mare a mare: dalle banchine del porto al belvedere sulle rupi del Passetto. Questa direttrice urbana assume vari nomi: nel tratto iniziale è costituita dai tre corsi paralleli già citati, nel tratto finale invece prende il nome di viale della Vittoria.

Dato che la città si adagia su numerose colline, altra caratteristica è la frequenza con la quale si incontrano salite, scalinate, belvedere e punti panoramici. Tra questi ultimi, i più rinomati sono il piazzale del Duomo, Piazza del Comune (B. Stracca), la pineta e la scalinata del Passetto, il belvedere di Capodimonte, quello del Pincio, la lanterna rossa del porto, il faro vecchio, gli spalti di Forte Cardeto, e per finire tutti gli "stradelli" che portano al mare da via Panoramica, dalla piscina del Passetto e dal quartiere di Pietralacroce. Anche i quartieri periferici sono interessanti per i panorami, ad esempio Posatora (dal parco Belvedere).

A nord, la conurbazione di Ancona si estende fino a Falconara Marittima, con la quale c'è una continuità di insediamento lungo la via Flaminia.

Economia

Come il resto della regione, Ancona ha oggi un tessuto industriale costituito da piccole aziente di elevato livello, e punta molto sul commercio grazie soprattutto al porto e sul turismo grazie al clima, alla natura, ai suoi chilometri di spiagge, ed al patrimonio storico-artistico-archeologico che racconta più di 3.000 anni di storia. Inoltre, grazie al clima mite e tipicamente mediterraneo, eccelle in alcuni settori dell'agricoltura.

Industrie

Tipica della città è l'industria dei Cantieri Navali, che, di origine antichissima, ancora può contare su una importante sede della Fincantieri e su diversi cantieri privati tra i quali il "Gruppo Ferretti",uno dei principali produttori mondiali di yacht di lusso. Molto importanti sono le industrie metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche.

Servizi e commercio

Il commercio è l'attività principale della città, per la grande rilevanza che ha il porto con un notevole traffico di merci (tra i primi dell'Adriatico), ma anche di persone; è infatti al primo posto per numero di passeggeri annui (1.500.000). Il porto è al primo posto nell'Adriatico e tra i primi d'Italia anche per le attività della pesca; considerevole è infatti il mercato ittico della città e la Fiera Internazionale della Pesca, che si tiene in città fin dal 1937. Dall'estate 2005 anche alcune crociere fanno scalo nella città dorica.

Moltissimi sono i cittadini impiegati nei servizi, in particolar modo quelli pubblici, mentre il settore del commercio è particolarmente attivo sia nelle strade del centro cittadino, dove la zona dei tre corsi Garibaldi, Mazzini e Stamira è tradizionalmente il centro commerciale della città, sia nelle periferie dove, negli ultimi anni, sono sorti numerosi centri commerciali di grandi dimensioni (Auchan, Carrefour, Ikea, per citarne alcuni), che attirano visitatori e acquirenti da fuori città e fuori provincia.

Fiere

Il quartiere fieristico di Ancona si trova nella zona portuale della città, nel largo Fiera della Pesca, infatti sin dal 1933 si teneva la "Fiera Adriatica della Pesca" che assunse sempre maggior importanza, fino a diventare l'attuale "Fiera Internazionale della Pesca". Durante la seconda guerra mondiale il quartiere fieristico fu interamente distrutto. Ricostruito in breve tempo, venne inaugurato il 25 luglio 1948 alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e assume, di nuovo, carattere internazionale nel 1955. Negli anni 80 si rinnovano i locali e l'ente fieristico inizia ad ospitare esposizioni di molteplici settori, iniziando la sua rinascita. Con 12 000 m² di superficie espositiva divisi in due padiglioni ed un centro congressi, ospita circa 30 manifestazioni e 250 convegni annui (dati 2002). Dal 1995, assieme al quartiere fieristico di Civitanova Marche, è gestito dall'"ente regionale per le manifestazioni fieristiche".

Turismo

Il turismo ha una sua importanza, non tanto per l'alto numero di persone che si imbarcano, che in realtà spesso non escono dall'area portuale, ma per la spiaggia di Portonovo, dotata di alberghi e campeggi.

Il settore alberghiero, ha infatti, aperto la strada ad un concreto sviluppo nel settore turismo, soprattutto in considerazione dell'amplissima gamma e ricchezza nell'offerta storico-culturale, naturalistica, balneare, e dell'intrattenimento che già la sola città può offrire, e che comporta ogni anno la presenza di un gran numero di turisti da tutto il mondo.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Percorso della strada statale SS16

Notevoli sono le infrastrutture viarie: per andare verso Nord ci si può servire della Strada Statale 16 Adriatica e del casello di Ancona Nord (a Castelferretti) dell'Autostrada A14 Adriatica. Per andare verso Ovest si prende la statale SS76, quasi interamente superstrada, che confluendo nella Statale SS3 Flaminia poco oltre il confine con l'Umbria porta sino a Roma. Il casello di Ancona Sud (all'Aspio) serve invece per recarsi nel Mezzogiorno d'Italia. La variante alla SS16, svolge funzioni di tangenziale. È stata completata alcuni anni fa la strada di attraversamento della città, in parte sopraelevata, che dal casello di Ancona Sud giunge in prossimità del centro; quest'ultima strada è chiamata bretella o Asse Nord-Sud. Da anni è in discussione una strada a scorrimento veloce che conduca dal porto all'autostrada; sono state proposte diverse soluzioni, come l'uscita a Sud, che ha portato alla realizzazione della SS 681, o l'uscita a Ovest, favorita dall'amministrazione comunale, ma ancora in fase di progettazione.

 

 

Ferrovia

La stazione di Ancona è di transito per la direttrice ferroviaria passeggeri Trenitalia Adriatica (MilanoBologna – Ancona – PescaraBariLecce), la quale utilizza le storiche Bologna-Ancona ed Adriatica. È inoltre stazione di testa per la transappenninica Ancona – Foligno – Orte – Roma.

Già sede di uno dei 13 dipartimenti ferroviari italiani, la città è servita anche dalla stazione di Ancona Marittima, usata soprattutto dai pendolari, e da quelle di Ancona-Varano, Ancona-Torrette e Palombina, destinate al servizio passeggeri regionale.

Porto

La stazione marittima è situata nel molo Santa Maria. I collegamenti dal porto di Ancona sono regolari con la Croazia, con l'Albania, con il Montenegro, con la Grecia e con la Turchia.

 

Aeroporto

L'aeroporto Raffaello Sanzio, situato a Falconara Marittima, ha voli regolari con Roma, Milano ed alcune città europee.

Impianti sportivi

 

Il PalaRossini visto dall'esterno

  • Stadio comunale Del Conero, il principale della città
  • Stadio Dorico
  • Palazzo dello sport "PalaRossini", il principale della città
  • Palazzo dello sport "PalaVeneto"
  • Palazzo dello sport "Palaindoor"
  • Palazzo dello sport "PalaSabbatini" (Panettone)
  • Pista di atletica leggera "Italico Conti"
  • Palazzo dello sport di Collemarino
  • Piscina comunale del Passetto
  • Piscina comunale di Vallemiano
  • Piscina comunale di Ponterosso
  • Piscina comunale "Domenico Savio"
  • Diamante comunale "Conero" in zona Montedago
  • Palascherma comunale di Pietralacroce
  • Palajudo comunale di Ponterosso

Galleria fotografica

Il cassetto delle foto di Ancona

Tramonto a Portonovo

Passetto

Grotte e scali a mare della spiaggia del Passetto

Statua di Traiano

Mole Vanvitelliana

Arco di Porta Pia

La fontana del Calamo

La fontana dei cavalli

Arco di Traiano e Clementino

Palazzo degli Anziani

San Francesco delle Scale

Ancona vista da Falconara Marittima

 

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